Il campione lo preleva ARPAT, il divieto lo dispone il Comune con un'ordinanza del sindaco su tutta l'area di balneazione interessata. Entro 72 ore dal superamento arriva un prelievo suppletivo: al primo esito nei limiti il divieto viene revocato, sempre con ordinanza sindacale.
PROVINCIA DI LUCCA — Chi fa le analisi non firma il divieto. Il prelievo e l'analisi delle acque di balneazione sono di ARPAT; quando un limite viene superato l'Agenzia lo comunica subito al Comune, che dispone il divieto temporaneo con un'ordinanza del sindaco estesa a tutta l'area di balneazione, con l'obbligo di collocare in loco la segnaletica che informa i bagnanti. Il monitoraggio si svolge ogni anno dal 1 aprile al 30 settembre.
Ogni quanto si controlla dipende dalla classe assegnata all'area. Una volta al mese per le aree "eccellente" e "buona", per i punti aggiuntivi e per i tratti già coperti da divieto permanente per motivi igienico-sanitari, dove il campionamento serve a verificare il risanamento; ogni 15 giorni per le aree di classe "sufficiente". La frequenza quindicinale è stata introdotta nel 2016 dalla Regione Toscana. Le classi previste sono quattro: eccellente, buona, sufficiente, scarsa; per le acque classificate "scarsa" la norma porta al divieto permanente.
I parametri che decidono l'idoneità sono due, entrambi microbiologici: Escherichia coli ed enterococchi intestinali. Il campione si preleva dove il fondale ha una profondità compresa fra 80 e 120 centimetri, affondando il contenitore circa 30 centimetri sotto la superficie; sulle scogliere a picco il prelievo si fa vicino alla roccia. Basta il superamento di uno solo dei due parametri per far scattare la comunicazione al Comune. Questi sono i valori limite indicati da ARPAT.
| Corpo idrico | Enterococchi intestinali | Escherichia coli |
|---|---|---|
| Acque marine | 200 MPN/100 ml | 500 MPN/100 ml |
| Acque interne (laghi e fiumi) | 500 MPN/100 ml | 1000 MPN/100 ml |
Un divieto temporaneo non ha una durata scritta in anticipo: dura quanto l'inquinamento. Entro 72 ore dal superamento ARPAT esegue un prelievo suppletivo. Se l'esito conferma la contaminazione i prelievi si ripetono ogni giorno fino al rientro nei limiti; se l'esito è favorevole il divieto viene revocato, anche in questo caso con ordinanza del sindaco, dopo il primo risultato analitico favorevole successivo all'evento.
Se il primo suppletivo è già nei limiti, il Comune può attivare la procedura dell'inquinamento di breve durata, con un ulteriore prelievo entro 7 giorni dalla fine dell'episodio: serve a escludere quel campione dal calcolo della classificazione, e si può applicare al massimo al 15% dei campioni di routine delle ultime 4 stagioni balneari. Esiste poi il divieto preventivo: davanti a un guasto a un depuratore o all'attivazione degli scolmatori di piena, ARPAT chiede al Comune un'ordinanza cautelativa ai sensi dell'art. 10 del D.Lgs 116/08 e informa per conoscenza Asl, gestore del servizio idrico integrato e Regione Toscana. In quei casi il prelievo già in calendario viene spostato a dopo la fine dell'inquinamento, entro 4 giorni dalla data prevista.
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